Avv. Fici per ASI bilancio sociale

Antonio Fici
Professore di Diritto privato nell’Università del Molise. Avvocato in Roma

Terzo settore: le linee guida ministeriali sulla redazione del bilancio sociale

Il decreto ministeriale contenente le linee guida sul bilancio sociale è disponibile a questo indirizzo: https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2019-08-09&atto.codiceRedazionale=19A05100&elenco30giorni=false

 

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Provvedimento 

Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali 4 luglio 2019, n. 161530 – Adozione delle Linee guida per la redazione del bilancio sociale degli enti del Terzo settore.

Pubblicazione

In Gazz. Uff., 9 agosto 2019, n. 186

Entrata in vigore

A partire dal 2021 con riferimento all’esercizio 2020.

Soggetti obbligati

– gli ETS con ricavi, rendite, proventi o entrate comunque denominate superiori ad un milione di euro;
– tutte le imprese sociali, incluse le cooperative sociali (e i loro consorzi), e i gruppi di imprese sociali;
– tutti gli enti istituiti centri di servizio per il volontariato (CSV) ai sensi della procedura contenuta nel Codice del terzo settore. 

Redazione del bilancio sociale su base “volontaria”

Gli ETS che non sono obbligati potranno comunque decidere volontariamente di redigere il bilancio sociale (in tal caso non dovranno necessariamente attenersi alle linee guida ministeriali)

Oggetto dell’obbligo

I soggetti obbligati dovranno:
– redigere il bilancio in conformità alle linee guida;
– depositare il bilancio sociale entro il 30 giugno di ogni anno presso il RUNTS o, qualora siano imprese, presso il registro delle imprese;
– pubblicare il bilancio sociale sul sito internet dell’ente o, in mancanza, su quello della rete associativa di appartenenza.

Il processo di riforma del terzo settore è stato ulteriormente arricchito dalla recente adozione delle Linee Guida per la redazione del bilancio sociale degli enti del Terzo settore (ETS), contenute nel decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali dello scorso 4 luglio 2019, n. 161530 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 186 del 9 agosto 2019).

Il bilancio sociale è un documento che ha lo scopo di fornire a tutti i potenziali interessati (i cc.dd. stakeholder) informazioni sulla tipologia e natura delle attività svolte dall’ente, sugli obiettivi programmati e sui risultati raggiunti. I dati ricavabili dal bilancio sociale affiancheranno quelli che l’ente renderà disponibili attraverso il bilancio d’esercizio e la relazione di missione, che ha il compito di illustrare “le poste di bilancio, l’andamento economico e finanziario dell’ente e le modalità di perseguimento delle finalità statutarie” (art. 13, Codice del terzo settore).  

Il bilancio sociale rappresenta certamente uno strumento molto importante per gli ETS, poiché può incoraggiare la divulgazione di informazioni inerenti, ad esempio, ai risultati sociali, economici, finanziari e ambientali, a tutti i possibili destinatari, quali stakeholder, potenziali donatori, istituzioni del territorio. Esso può essere utilizzato anche sul fronte “interno” dell’ente, dal momento che può contribuire a fornire agli stessi associati e agli amministratori una visione più chiara e realistica degli obiettivi prefissati e dei risultati concretamente ottenuti. 

Gli ETS obbligati alla redazione del bilancio sociale sono soltanto: 

– gli ETS con ricavi, rendite, proventi o entrate comunque denominate superiori a un milione di euro;
– tutte le imprese sociali, incluse le cooperative sociali (e i loro consorzi), e i gruppi di imprese sociali;
– tutti gli enti istituiti come centri di servizio per il volontariato (CSV) ai sensi della procedura contenuta nel Codice del terzo settore.  

Tutti gli altri ETS potranno, ad ogni modo, scegliere volontariamente di redigere il bilancio sociale, pur non essendo a ciò obbligati dal Codice del terzo settore. In tale ipotesi, gli ETS potranno addirittura scegliere di non conformarsi alle linee guida contenute nel decreto ministeriale, poiché potranno adottare uno schema “a forma libera”. In quest’ultimo caso, tuttavia, a tali enti è preclusa la possibilità di denominare il documento “Bilancio sociale predisposto ai sensi dell’art. 14 del decreto legislativo n. 117/2017”.

Il bilancio sociale dovrà essere informato ai principi di verità e trasparenza e necessariamente essere articolato nelle seguenti sezioni: 

  1. Metodologia adottata per la redazione del bilancio sociale;
  2. Informazioni generali sull’ente; 
  3. Struttura, governo e amministrazione; 
  4. Persone che operano per l’ente;
  5. Obiettivi e attività; 
  6. Situazione economico-finanziaria;
  7. Altre informazioni;
  8. Monitoraggio svolto dall’organo di controllo. 

Le informazioni più “generiche”, ovverosia la metodologia adottata, i dati dell’ente, struttura, governo e amministrazione e la tipologia di personale (retribuito e volontario) che opera per l’ente, dovranno essere inserite nelle prime quattro sezioni del bilancio sociale. 

Le restanti sezioni del bilancio sociale, dalla quinta all’ottava, sono, invece, deputate ad accogliere notizie maggiormente “specifiche”. 

Nella sezione denominata “obiettivi e attività”, dovranno, infatti, essere inseriti dati qualitativi e quantitativi relativi alle azioni realizzate, con la specifica indicazione dei beneficiari diretti e indiretti. 

Nella sezione dedicata alla “situazione economico-finanziaria” l’ente dovrà, invece, indicare la provenienza delle risorse economiche, l’eventuale natura pubblica o privata dei contributi ricevuti, nonché dettagli inerenti le attività di raccolta fondi e le eventuali difficoltà di gestione messe in evidenza dagli amministratori dell’ente. 

La sezione relativa alle “altre informazioni” è quella destinata a raccogliere un insieme di dati di natura non finanziaria e di tipo ambientale. 

L’ultima sezione del bilancio sociale, quella riguardante il “monitoraggio” affidato all’organo di controllo dell’ente dovrà, infine, essere utilizzata dagli ETS per specificare le modalità di svolgimento delle attività di interesse generale, il perseguimento dell’assenza dello scopo di lucro, gli obblighi di destinazione del patrimonio dell’ente e l’osservanza dei principi per lo svolgimento dell’attività di raccolta fondi (si tratta, nello specifico, dei principi di verità, trasparenza e correttezza nei rapporti con i sostenitori e il pubblico).  

Le imprese sociali, invece, in tale sezione, dovranno dar conto delle modalità di svolgimento e del tipo di attività d’impresa svolta, del rispetto delle norme in materia di “assenza di scopo di lucro” e “distribuzione degli utili” e delle forme di coinvolgimento dei lavoratori, degli utenti e di altri soggetti direttamente interessati alle attività.

All’organo di controllo interno dell’ETS (allorché nominato ai sensi dell’art. 30 CTS; nelle imprese sociali v’è invece sempre) sono affidati i compiti di monitoraggio e verifica dell’osservanza delle linee guida ministeriali nella stesura del bilancio sociale. Lo stesso bilancio sociale deve peraltro dare atto degli esiti del monitoraggio svolto dall’organo di controllo interno

L’approvazione del bilancio sociale spetterà, invece, all’organo a ciò incaricato nelle disposizioni statutarie. L’ETS obbligato alla redazione del bilancio sociale è tenuto a depositare, entro il 30 giugno di ogni anno, tale documento presso il RUNTS (Registro unico nazionale del Terzo settore) o, se si tratta di impresa sociale, presso il registro delle imprese. Tali enti dovranno inoltre pubblicarlo sul sito internet dell’ente o, in mancanza, su quello della rete associativa di appartenenza.  

L’obbligo di redazione decorre a partire dalla redazione del bilancio sociale relativo al primo esercizio successivo a quello in corso alla data della pubblicazione decreto ministeriale, avvenuta lo scorso 9 agosto 2019. Ciò significa che gli ETS obbligati dovranno redigere per la prima volta il bilancio sociale, conforme alle linee guida, nel 2021 con riferimento all’esercizio 2020. 

Le imprese sociali sono, invece, già obbligate alla redazione del bilancio sociale sulla base delle linee guida definite con decreto del Ministro della solidarietà sociale del 24 gennaio 2008. Le stesse dovranno continuare ad osservare quest’ultimo decreto ministeriale e a partire dal 2021 saranno chiamate a conformarsi alle linee guida contenute nel decreto ministeriale 4 luglio 2019, n. 161530.

Il bilancio sociale potrà, inoltre, comprendere la “valutazione di impatto sociale” (VIS), ovverosia quella “valutazione qualitativa e quantitativa sul breve, medio e lungo periodo, degli effetti delle attività svolte sulla comunità di riferimento rispetto all’obiettivo individuato”. Per la redazione della VIS, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha adottato, mediante decreto, apposite linee guida (contenute nel D.M. 12 settembre 2019, 161959), distinte rispetto a quelle dettate in materia di bilancio sociale. Di esse ci occuperemo in una successiva nota.

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