Coronavirus, Ordinanza Protezione Civile: 400 milioni ai Comuni per aiuti alimentari tramite i buoni spesa

L’ordinanza sarà immediatamente operativa. I Comuni distribuiranno buoni spesa o compreranno direttamente generi alimentari. Priorità a chi non è già destinatario di un altro sostegno pubblico, come il reddito di cittadinanza

Il capo della Protezione civile Angelo Borrelli oggi ha firmato l’ordinanza che stanzia 400 milioni per i Comuni per distribuire aiuti alimentari a chi in questa fase di emergenza Coronavirus è in stato di bisogno. L’80% del totale, 320 milioni, viene ripartito tra le amministrazioni in base alla popolazione, mentre il 20%, 80 milioni, viene distribuito in base alla differenza tra il reddito pro capite e il reddito medio nazionale.

A meno che la Corte dei Conti non abbia da eccepire qualcosa, la cifra arriverà nelle casse comunali entro martedì 31 marzo. Da questo momento in poi sarà l’Ente locale, attraverso il proprio ufficio servizi sociali a individuare le famiglie a cui riservare il buono spesa o cui consegnare generi alimentari di supporto. 

Sarà sempre l’Ente a decidere se usare queste risorse erogando buoni spesa per i generi alimentari, pubblicando online la lista dei negozi in cui poter spenderli, o se comprare direttamente generi di prima necessità e affidarne la distribuzione alle reti di volontariato che già lavorano per le singole amministrazioni. Il ruolo delle associazioni del Terzo Settore sarà ancora una volta strategico.

E’ lecito aspettarsi, dunque, che passeranno alcuni giorni prima che questa misura di sostegno raggiunga effettivamente persone bisognose – comunque in funzione della rapidità di intervento e attivazione dell’Ente Locale.

Leggi l’ordinanza della Protezione Civile e scopri le risorse destinate a ciascun comune

Oltre a questi 400 milioni, l’esecutivo ha deciso di anticipare i 4 miliardi e 700 milioni del Fondo nazionale dei Comuni  – noto come fondo di solidarietà – che avrebbe dovuto essere erogato a maggio. Anche questi soldi aiuteranno i sindaci nelle spese emergenziali, mentre le casse si svuotano per l’impossibilità di incassare tributi, tariffe e canoni. Proprio per questa ragione, una parte importante delle risorse servirà alle spese ordinarie della macchina amministrativa che non riescono a essere alimentate dalle entrate proprie degli enti.

400 milioni per buoni spesa: tutto quello che c’è da sapere

Gli Enti locali, a partire da domani, potranno decidere di:

  • di erogare buoni spesa utilizzabili per comprare generi alimentari
  • distribuire direttamente generi alimentari e prodotti di prima necessità

Chi decide a chi andranno i buoni spesa?

Secondo quanto stabilisce l’ordinanza della Protezione Civile, sarà l’ufficio dei servizi sociali di ogni Comune a individuare la platea dei beneficiari. Priorità verrà assegnata a chi non è già destinatario di un altro sostegno pubblico, come il reddito di cittadinanza.

Come funzioneranno i buoni spesa?

Non ci sono ancora regole chiare: la scelta fatta con il governo è che ogni Comune divida i buoni come meglio ritiene. Se ci sono banchi alimentari ancora aperti il Comune potrà utilizzerà quelle strutture per la distribuzione del cibo. Laddove fossero chiusi,  saranno i servizi sociali a distribuire i buoni per la spesa e se si tratta di anziani che non hanno la possibilità di uscire saranno i volontari ad occuparsi di andare al supermercato e poi consegnare la spesa.

Il criterio generale è che si vada da un minimo di 25 euro a un massimo di 50 euro per nucleo familiare. Ma anche su questo ogni Comune potrà regolarsi a seconda delle esigenze. I soldi dovranno bastare fino al 15 aprile 2020, giorno in cui dovrebbe cominciare l’erogazione dei 600 euro per la fasce deboli previsti dal «Cura Italia».

Cosa prevede il Decreto “Cura Italia” per il terzo settore

Come si potrà richiedere un buono spesa?

Entro domenica ogni Comune dovrà attivare un numero da chiamare. Nel frattempo chi ha bisogno del contributo può chiamare il numero del Comune e chiedere di ottenere immediata assistenza.

Si potranno spendere ovunque?

Ogni Comune dovrà rendere nota la lista dei supermercati «convenzionati» dove si potranno utilizzare i buoni.

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